Morgan, in arte Luca Giannone, un sogno, un'avventura.
... Signori e Signore benvenuti a bordo!
“... penso che l’idea di chiamarmi Luca fu di mia madre, in realta’ lei non sapeva che ero “Morgan” e non lo sapevo neppure io fino al giorno in cui Gabriella, una scrittrice della Brianza lombarda trascorse una settimana di ferie al Sunrise Club...”
Era la fine del 1993 quando Luca Giannone prese la decisione di alzare le vele da Milano, citta’ di gioie e sofferenze per una vita limitata dall’inquinamento, dal traffico, dalla routine del quotidiano, dal cielo prevalentemente grigio.
La Giamaica era un sogno gia’ dai banchi di scuola al liceo, era la voglia di liberta’ e dell’anticonformismo. ... quando partii ero deciso, i Caraibi erano la mia meta, la Giamaica l’avevo gia’ visitata in vacanza due volte, innamorato, ma, cosa fare in Giamaica? Quindi, volo su Caracas per raggiungere Trinidad e Tobago.
Tobago e’ stato il sogno, il sogno di una vita all’avventura, col canto delle oche e l’emozione della natura, dei profumi e dei colori, del caldo torrido sulla pelle...
A Tobago Luca si ferma due mesi. Si imbarca poi a Port-of-Spain su un mercantile cabinato che settimanalmente fa la spola tra Trinidad, Grenada, St. Vincent e Barbados, per raggiungere Santa Lucia, la piu grande delle antille minori. La voglia di conoscere il mare, le sue regole e la passione interiore per la barca a vela portano Luca a vivere a nord di Castries, la capitale, sulle colline a ridosso della Rodney-bay Marina, considerata un porto sicuro per barche a vela e yacht.
... il mare era agitatato e l’avvicinarsi a Santa Lucia dopo aver lasciato le altre isole e due giorni di navigazione, mi dava una sorta di inquietudine, specialmente alla vista dei Pitons, due antichi vulcani che dal mare si ergono minacciosi come fossero corna del diavolo. Era la vera isola dei pirati, quella dei libri e dei film d’avventura, l’isola del teschio, l’isola del tesoro con le onde infrangersi sulla scogliera...